La transizione ecologica entra nelle corsie degli ospedali torinesi, trasformandosi in un beneficio tangibile per l'ambiente e per le casse della sanità pubblica. È questo il cuore di “Sinergie Vitali”, l'iniziativa presentata ieri presso la sede dell'ASL di Via San Secondo a Torino, che formalizza la collaborazione tra l'Ospedale San Giovanni Bosco e la Comunità Energetica Rinnovabile Dinamo.
Un accordo che dimostra come l’energia condivisa stia ridisegnando il volto del capoluogo piemontese e come le strutture sanitarie possano abbandonare il ruolo di semplici consumatori per diventare promotrici attive del cambiamento sul territorio. Il culmine dell'incontro ha visto la consegna simbolica di un assegno da 10.000 euro da parte della CER Dinamo al Presidio Sanitario: un contributo che sarà versato annualmente per i prossimi vent'anni, testimonianza dell'impatto economico e sociale reale generato dall'energia comunitaria.
All'evento hanno preso parte i vertici delle istituzioni e della cooperazione locale: Carlo Picco (Direttore Generale ASL Torino), Aldo Corgiat (Presidente CER Dinamo), Chiara Foglietta (Assessora alle politiche per l'ambiente del Comune di Torino) e Dimitri Buzio (Presidente Legacoop Piemonte).
Negli ultimi anni, in particolare dopo l'emergenza pandemica, l'impennata dei costi energetici ha gravato pesantemente sui bilanci delle aziende sanitarie. Diventa quindi fondamentale trovare soluzioni strutturali. “La sostenibilità del sistema sanitario passa necessariamente anche attraverso la sostenibilità energetica”, ha dichiarato il Direttore Generale dell'ASL Città di Torino, Carlo Picco.
L'ASL di Torino non è nuova a queste tematiche e sta portando avanti da tempo un piano di efficientamento che ha già visto l'attivazione, lo scorso maggio, di sedici nuove Case di Comunità finanziate dal PNRR, oltre alla progettazione del futuro Ospedale Torino Nord secondo i più elevati standard di sostenibilità. “L'assegno consegnato da CER Dinamo costituisce un contributo importante verso una maggiore efficienza e autosufficienza energetica. È un primo passo che auspichiamo possa favorire lo sviluppo di ulteriori iniziative analoghe”, ha concluso Picco.
“Con questo progetto dimostriamo che la sanità pubblica può farsi promotrice attiva della transizione ecologica sul territorio”, ha commentato con orgoglio Aldo Corgiat, presidente di CER Dinamo. “Oltre ai benefici sociali e ambientali, c'è una ricaduta economica immediata che durerà nel tempo, a dimostrazione di come l'energia comunitaria generi valore reale”.
Il valore del modello cooperativo applicato all'energia è stato ribadito anche da Dimitri Buzio, presidente di Legacoop Piemonte, che ha ricordato come l'associazione sostenga attivamente la nascita di queste realtà con strumenti finanziari dedicati. “La sinergia tra la CER Dinamo e l’Ospedale San Giovanni Bosco è un esempio concreto dei vantaggi reciproci che questo modello apporta a consumatori, produttori e comunità. In un contesto complesso come quello attuale, ridurre i costi e stabilizzare gli approvvigionamenti è una priorità che riguarda da vicino sia le imprese che le famiglie”, ha concluso Buzio.
L'auspicio delle istituzioni è che questo modello possa fare scuola, spingendo altre strutture pubbliche e sanitarie a fare rete con il territorio per un futuro energetico più pulito, equo e sicuro.
30 Giugno 2026